Mission

Ma prima una premessa…

Negli ultimi decenni, l’Italia, come gran parte del mondo, ha assistito a un meraviglioso allungamento della vita, un fenomeno che ha riempito il cuore di speranza e il palcoscenico della società di nuove possibilità. Oggi gli uomini possono sognare di vivere fino a 81 anni circa, mentre le donne possono superare gli 86 anni. Questa realtà, che un tempo sembrava appannaggio di un futuro lontano, ora è un dono tangibile. Tuttavia, dietro questa facciata luminosa si annida una verità più complessa, un delicato equilibrio tra longevità e qualità della vita.

Gli anziani di oggi non sono più soli portatori di storie e saggezza; sono anche guerrieri della salute, costretti a fronteggiare un incremento delle malattie croniche che si insinuano silenziosamente tra le pieghe delle loro esistenze. L’invecchiamento non è più solo una questione di anni, ma di sfide quotidiane. Sebbene un sessantacinquenne di oggi possa vantare una vitalità che ricorda il quarantenne di qualche anno fa, la spada di Damocle delle patologie cardiovascolari, oncologiche, di malattie croniche come il diabete o ancora di condizioni neurodegenerative come la demenza senile o i disturbi muscolo-scheletrici pende sopra di lui.

Le statistiche parlano chiaro e le ricerche rivelano uno scenario preoccupante: sebbene viviamo più a lungo, viviamo anche con un carico di disabilità che intacca il benessere e la gioia. Così, gli italiani si trovano in una danza intricata e paradossale, oscillando tra la vitalità e l’ombra delle malattie, tra il sentimento di eterna gioventù e la crescente consapevolezza delle difficoltà future. Proprio queste ultime hanno portato, già da anni, all’introduzione del concetto di fragilità: una condizione sempre più diffusa tra le persone anziane, caratterizzata dalla presenza di più patologie e da una salute instabile. In questo contesto, diventa cruciale adottare un approccio che ne favorisca la comprensione, poiché l’invecchiamento, influenzato da molteplici fattori, aumenta il rischio di esiti avversi e pericolosi per la salute.

Di fronte a questo panorama, anche per le generazioni più giovani, la longevità diventa non solo un traguardo, ma un imperativo del nostro tempo: è fondamentale che non solo si celebri l’allungamento della vita, ma che si lavori con impegno per assicurare che ogni anno guadagnato sia tanto un anno di salute, quanto di gioia e benessere.

Tutto questo rende ancora più cruciale l’importanza della medicina preventiva.  Solo così potremo realizzare un futuro in cui ciascuno, a qualsiasi età, possa danzare con grazia e dignità nel grande ballo della vita. Da qui la mia mission:

Il nostro corpo è un viaggio che merita di essere vissuto al meglio: la medicina preventiva è la chiave per scrivere ogni capitolo con salute e benessere. Il mio è un invito a prendersi cura di sé fin da giovani e, se il tempo ha tracciato sentieri sbagliati, è sempre possibile riprendere la rotta verso una vita più lunga e sana. Ogni anno che passa ci regala la possibilità di vivere più a lungo, ma anche di affrontare nuove sfide. È proprio in questo cammino che la medicina preventiva diventa il faro: un’arte che ci invita a prenderci cura di noi fin dalla giovinezza, affinché il nostro corpo e la nostra mente possano viaggiare leggeri e forti, per continuare a danzare con la vita anche negli anni più maturi”.